Tutti i dischi della Motociclica Tellacci su bandcamp di SGRmusiche

SGRmusiche sta caricando sul suo bandcamp tutti i dischi della Motociclica Tellacci. BRUUMM // SDRENG VOL 1 & 2 // PROT // LIVE IN MAGONGO // CIP CIP TOKYO // KRACATOA per poi a Marzo 2018 accogliere l’uscita di ACOUSTIC SPLASCH & ELECTRIC SPLASCH

Una occasione per ascoltare e scaricare il lavoro completo  di questa band i cambiamenti e le avventure sonore.

è già disponibile il primo BRUUMMM

BRUUMMM

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ZA – La musica rituale di Simone Tecla & Samuele Venturin

fronte

ZA è un duo Basso e batteria. Suonano forte e improvvisano tantissimo c’è energia c’è tantissimo groove e distorsori, qualche sinth e poi sudore che cade da ogni traccia.

Un nuovo disco per SGRmusiche e per questo duo, Simone Tecla alla batteria e Samuele Venturin al basso elettrico e sinth

Questo lavoro è tra i primi registrati nella nuova Maison Makutsu, la nuova sede per SGRmusiche, ed è frutto di una stagione di prove intensissime, per lo più mattutine atte ad affinare i due nelle intenzioni e nei modi dell’improvvisare. La musica ha forti legami con l’africa, col rock, il punk ma anche una certa attitudine jazz, l’interpretazione dei canovacci è totalmente libera, e a rendere tutto estemporaneo c’è un suono marcio che però non limita nell’ascolto, anche perchè la musica è colma di intesa, e non molla un secondo la tensione, i cinque pezzi del disco registrati live in un pomeriggio raccontano una storia ancestrale e un rituale di liberazione. Da cosa ci libera questa musica ognuno  lo sentirà da se.

retro

ZA suona senza inibizioni lasciando atterriti per la capacità di suono e volume ed energia espressa. Il lavoro intero ci restituisce una chiara fotografia della collaborazione tra i due musicisti attivi ormai da anni con svarate formazioni, sarà disponibile dal 22 Gennaio su Bandcamp e altre piattaforme digitali e in un numero limitato di copie fisiche che sarà possibile trovare ai concerti. La copertina è minimale nera con poche scritte, ed è arricchita da un foglio che accoglie il Cd firmato da Mattia Papp

interno 24 X 24

 

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Motociclica Tellacci ACOUSTIC & ELECTRIC SPLASCH

A Marzo 2018 due dischi con due formazioni diverse, uno acustico e uno decisamente elettricomoto splasch

Due dischi  a Marzo 2018, il primo è stato registrato alla Maison Makutsu ad ottobre 2017 in quartetto con Emanuele Parrini al violino, Luigi Lullo Mosso al contrabbasso, Andrea Melani alla batteria e Samuele Venturin alla fisarmonica il secondo vede alla batteria Andrea Dilillo e alla chitarra elettrica Alberto Capelli mentre gli altri restano cambiando intenzioni e suono, un esperimento che porta il gruppo verso una nuova pagina.

Il gruppo aveva l’obbiettivo di registrare il Sextet col quale aveva cominciato a fare i concerti uno a Bologna al Mercato Sonato uno a Pisa all’ex Wide e altri ne sarebbero venuti ma la recente scomparsa di Stefano Bartolini sassofonista che completava il gruppo e che aveva partecipato agli ultimi due lavori  CIP CIP TOKYO e KRAKATOA, non lo renderà possibile. Acoustic Splasch & Electric Splasch sono due dischi che fotografano il gruppo in un momento difficile, un momento di trasizione e cambiamenti. Una fase in cui deliberatamente si passa dal suono acustico ad un suono elettrico ed elaborato.

aspettiamo..

 

 

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Samuele Venturin e “L’ULTIMO STATO” di Tonio Manasca

TONIO FLYER

Pubblichiamo qui quattro chiacchere con Samuele Venturin  musicista, l’abbiamo conosciuto meglio in occasione dell’uscita del suo disco “L’ULTIMO STATO” pubblicato a novembre per SGRmusiche

 

Allora Samuele, ho avuto modo di ascoltare il tuo disco, devo confessarti che non so da dove cominciare mi ero preparato una serie di domande ma preferisco cominciare dall’ultima che mi è venuta poco fa mentre ti aspettavo: Ma tu sei un amante delle abitudini?

ahah che domanda! bella.. Non saprei, la parola mi piace poco sa’ di rassegnazione, abituarsi a qualche cosa, di solito prevede che quel qualche cosa non sia molto piacevole.. comunque ho un sacco di sane cattive abitudini

Sane cattive?

Certo, l’abitudine cattiva è malsana, ma spesso più divertente, la buona abitudine alle volte è sinonimo di rinuncia, è noiosa, mi resta meno simpatica. Sicuro è che l’abitudine per essere tale deve ripetersi quotidianamente o quasi. Se potessi esprimere in kg  l’importanza dell’abitudine nella mia vita direi una cifra a caso, ti ripeto non so. Le abitudini migliori della mia vita sono pessime, le peggiori abitudini della mia vita sono le migliori, ad esempio, come tutti io mi devo alzare presto la mattina, è un buona abitudine che trovo terrificante, la sera mi fumo le mie sigarette sotto il camino fino a tardi mi piace molto, ottima, ma nello stesso tempo pessima abitudine, in generale ti dico che non vorrei averne di abitudini, ma non vivo su un’isola deserta senza orologio.

La mia domanda di prima è legata ad un pensiero che mi è venuto dopo aver ascoltato, “l’ultimo stato” un lavoro che trovo interessante ma anche sfuocato, ero solo curioso di sapere cosa è che vivi quotidianamente che  ti ha spinto a fare un lavoro di questo tipo? quale sentimento?

L’amore per la confusione e l’odio per l’abitudine.. no scherzo, tu vuoi sapere che cosa faccio quando mi alzo alle 6.30?  … il quotidiano di un artista assomiglia a delle lunghe estenuati sedute diplomatiche tra se stessi e il mondo intorno. Trattative che non vanno mai a buon fine. Bisogna dubitare dell’artista che riesce anche una volta sola in questa trattativa, può scendere a compromessi su di un sacco di cose sopratutto per il bene di chi gli sta vicino, ma non nell’essenza della propria arte. E qui niente diventa facile, neanche alzarsi alle 6.30 tutte le mattine. Cosa vivo nella mia vita che mi spinge a fare il musicista non credo che interessi a qualcuno, faccio il musicista e faccio dischi, non c’è altro da dire, parecchi perchè fare concerti sembra diventato impossibile allora faccio dischi. E nei miei dischi cerco di raccontare le mie piccole tragedie quotidiane, fallimenti vari o emozioni particolari, quadri, immagini, tutto ciò che reputo un ingrediente nutriente ricco di senso per me, e che considero condivisibile, allora cerco di tradurlo in musica, a volte ci riesco a volte decisamente no

Copia di RETRO TONIO

Nel tuo disco nei crediti non compare lo studio di registrazione il produttore le solite cose insomma sembra che hai fatto tutto da solo, te lo sei cantato e suonato registrato…

Si certo e ho registrato gli amici , Stefano Bartolini col sax,  Emanuele Parrini col violino Luigi Lullo Mosso col contrabbasso e Andrea Melani con la batteria ho composto editato e masterizzato ho fatto la copertina con Andrea Caprara, poi ho stampato cinquanta copie per gli amici, e l’ho messo on line su Bandcamp

Tutto il processo di produzione in solitaria?

Ma guarda non ti offendere, quasi quasi mi faccio anche una recensione e un’intervista da solo, tanto tutto quello che è chiacchera sulla musica mi interessa fino ad un certo punto, leggo spesso recensioni che pretendono in una colonna di raccontare un’artista e un disco. Le recensioni sono un buon esercizio di sintesi e credo che ci siano alcuni giornalisti veramente bravi, ma sono dannose a lungo andare creano dipendenza. Poi uno cerca cerca le conferme dove e come vuole

In che senso cerca le conferme?

Leggere una recensione serve, anzi può servire ad un artista ad avere una conferma su di sè e sulla  sua arte, un po’ come quei bambini che richiedono attenzione costantemente ai genitori..  guarda mamma! mamma guardaaa!!…  Credo che da artisti quando ci si rende conto di aver bisogno di conferme non dobbiamo cercarle chissà dove, ma trovarle nel nostro passato e poi imparare a convivere col dubbio, se non possiamo farne a meno possiamo confrontarci con qualche collega, del resto un artista vive immerso in una comunità di colleghi e due chiacchere sul tuo lavoro di solito non te le nega nessuno e infine poi imparare a non aver paura del fallimento e dell’errore.

Stai cercando di far recensire questo tuo lavoro?

Certo ma non mi caga nessuno, non ci perderò troppo tempo però. La recensione pubblicata  serve per avere una moneta da spendere coi locali o i festival, può servire ad un appassionato per scegliere un disco, può servire a una etichetta per vendere, non nego che sia utile ma non mi fido mai, la recensione ha troppi ruoli per essere un semplice trafiletto, ripeto non mi fido , non so che relazione ci sia tra l’artista e il giornalista. Apprezzo però certe recensioni per il gusto e la poetica con cui sono state scritte, è un’arte anche quella, ma la mia rete di amicizie e conoscenze è limitata e il mio budget per l’ufficio stampa a zero.

Come li fai i dischi da solo? e per tornare a parlare de “Ultimo stato” dimmi qualche cosa sulle sue canzoni, e sul senso che ha per te questo disco

La storia di un disco per me inizia ben prima di cominciare a registrarlo. E’ un lavoro lungo. Parto da un’idea che spesso mi si piazza in testa dopo qualche avvenimento particolare o dopo qualche considerazione sulla realtà che mi circonda, c’è poi una fase compositiva che può durare anni, per poi si passare a registrare e a modellare la composizione al senso della tua idea. Una volta finito questo processo , c’è una fase creativa/tecnica di puro suono che mi piace, poi la masterizzazione  e il lavoro per me è finito. Tutto quello che viene dopo non mi compete, non mi interessa. Per “L’ultimo stato” è andata così, e così era andata per le “Ninna Nanne tristi per bambini cattivi” fatto con Valentino Receputi  o tutti i dischi della Motociclica Tellacci, poi nel tempo i dischi assumono un ruolo diverso nella tua vita, un ruolo consolatorio e rassicurante, questa è una spinta forte che ho nel fare musica, crearmi dei legami positivi con il passato. ” L’ultimo stato ” parla di me, di te, di noi ricchi Italiani dissociati e male integrati in una società devastata dalla merda delle politiche globali. Siamo al capolinea di un’era in cui gli stati hanno avuto senso. Oggi non è più così. e l’Italia più di altri stati europei ne sente la sconfitta, è un paese triste che è sempre stato inginocchiato e che ha perso la voce da anni, i suoi stessi cittadini non hanno più voce da anni, niente mi lascia sperare che ci sia una soluzione felice e rapida da questa discesa nel buio. Credo che uno Stato è da considerarsi morto quando non sta al passo con l’evoluzione dei suoi cittadini, quando deve rincorrere i cambiamenti o degnarsi di concedere delle opportunità, Uno stato civile anticipa le necessità facilita i cambiamenti. Il nostro è uno stato in coma e questo disco “L’ultimo stato”  suona come una fotografia, un piccolo quadro di  una famiglia scontenta triste, nel senso della pochezza d’animo, ammalata e confusa, una famiglia dalla quale fuggire prima possibile, della quale non fidarsi, una famiglia razzista che non si rende neanche conto che i suoi figli sono neri..

Tra le righe si possono leggere temi come la fuga delle nuove generazioni l’immigrazione o la falsità dei protagonisti della politica

Bhè niente di nuovo, sono cose che vediamo succedere e che ci succedono addosso, mi chiedo solo se ha ancora senso parlare di migrazione o immigrazione o trovare rapidamente il modo di non doverne più parlare darsi l’opportunità di cambiare discorso,  mi chiedo se lo stato in cui viviamo ha un valore per i suoi cittadini, oggi lo difendiamo coi denti in modo bieco, poi ci muore la gente sull’uscio di casa, mi chiedo dove sia il senso? come faccio a sentirmene parte? come fanno gli altri? i miei vicini?

Ci sono almeno un paio di canzoni d’amore

Non ho resistito

E un commento a Lucrezio

Anche lì non potevo farne a meno, ho perso delle persone care e Lucrezio aveva le parole che mi servivano per elaborare questi lutti insieme ai miei figli alla mia famiglia

Perchè Tonio Manasca?

Per comodità, per riconoscere un certo progetto, faccio tanta musica molto diversa e uso il mio nome senza nessun problema qui avevo voglia di una identità parallela

Progetti per il futuro? a cosa lavori oggi dicembre del 2017?

Sto lavorando a un duo basso batteria con Simone Tecla, bellissimo. Molto incazzato e libero credo che a fine anno avrò il disco, con Motociclica Tellacci ho appena registrato l’ottavo disco che si chiamerà ACOUSTIC SPLASCH con Andrea Melani Batteria, Lullo Mosso al basso e Emanuele Parrini al violino a Febbraio 2018 registreremo il nono disco che si chiamerà ELECTRIC SPLASCH con Andrea Dilillo alla batteria, Alberto Capelli alla chitarra, Lullo Mosso ed  Emanuele Parrini, pensiamo di pubblicarli nel Marzo 2018 con un bel cofanetto che contenga tutti i lavori passati. E’ un momento molto triste per il gruppo per via della recentissima scomparsa di Stefano Bartolini sassofonista che ha lavorato con noi  fin dal 2011 col quale abbiamo registrato CIP CIP TOKIO E KRACATOA, Stefano è anche il sassofono de “L’Ultimo stato” di Tonio Manasca.. ..poi sto cominciando a lavorare ad un trio con Gianluca Venier e Andrea Dilillo, e a un progetto con Paolo Rossetti Murittu, sta uscendo il nuovo disco di Giacomo Sferlazzo prodotto da Jacopo Andreini in cui ho fatto qualche Fisarmonica, poi c’è la terra gli olivi l’orto..

 

 

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E QUANDO SI FARA’ RIVOLUZIONE

Disponibile su bandcamp per il solo streaming ” E QUANDO SI FARA’ RIVOLUZIONE ”

Lavoro sul canto Anarchico con per eccellenza, interpretato da quattro musicisti appassionati che ne sono andati a cercare l’aspetto più malinconico e intimo.

copertia e quando..

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“L’ULTIMO STATO” di Tonio Manasca

E’ uscito il 15 novembre 2017 per SGRmusiche il disco L’ULTIMO STATO di Tonio Manasca

copertina tonio

Tonio Manasca è il progetto solista cantautorale di Samuele Venturin 

Musicista autodidatta suona chitarra , fisarmonica e basso elettrico, ha collaborato con la cantante Caterina Bueno, fa parte del collettivo “SRGmusiche” PinaBau, Motociclica Tellacci e per altri gruppi nei quali è strumentista, è bassista nel gruppo ” Primitive Technology” e nel duo ZA con Simone Tecla, nel 2017 pubblica il suo primo disco solista come cantautore col nome di Tonio Manasca

Il disco è disponibile su bandcamp

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Squarcicatrici al RumoreFest

rumoreIl combo afropunk continua a presentare il suo ultimo lavoro Zen Crust dal vivo. Questa volta è a Torino, in occasione del RumoreFest, in ottima compagnia: dividerà il palco con

Fuzz Orchestra

Guardian Alien

The Peawees

Titor,

Deian e Lorsoglabro.

venerdì 20 giugno, allo Spazio 211, Torino.

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